Alla scoperta di ASSISI

La nostra struttura è posta in ottima posizione, siamo vicini alla città di Assisi e si può raggiungere anche a piedi in 10/15 minuti con una bellissima passeggiata a stretto contatto con la natura tramite una scorciatoia che costeggia le mura della città e arriva proprio alla prima porta di Assisi.
Ci sembra d’obbligo cominciare il nostro tour dalla magnifica e imponente Basilica di San Francesco, costruita nell’XIII secolo e composta da due parti talmente diverse da essere complementari,
La Chiesa Inferiore e la Chiesa Superiore.Varcate le belle porte di quercia scolpite da Niccolò da Gubbio ed entrate nella Chiesa Inferiore; proseguendo in fondo alla navata potrete ammirare la cappella di Santa Caterina, costruita dal famoso cardinale Albornoz, che vi è sepolto. Ammirate le meravigliose cappelle laterali dipinte da artisti del calibro di Giovanni da Cosma e Taddeo Gaddi, così come la volta della navata che è una vera e propria opera d’arte con affreschi ad opera di diversi artisti tra cui Simone Martini, Giotto e la sua scuola.
In fondo alla navata ecco l’altare maggiore, eretto in corrispondenza della tomba di San Francesco, sopra il quale troneggiano quattro grandi affreschi in cui Giotto ha glorificato le tre virtù fondamentali della Regola francescana: Povertà, Obbedienza e Castità.
Dalla Chiesa Inferiore si può scendere alla cripta nella quale riposa la salma del Santo.
Questo sotterraneo è stato ricavato interamente lasciando intatto il masso calcareo che conteneva il sarcofago del Santo!
Fermatevi ora a guardare la Chiesa Superiore, con la sua famosa facciata gotica lineare e raffinata al cui centro troneggia un bellissimo rosone. Una volta entrati verrete stregati dalla luce che filtra attraverso le artistiche vetrate, in contrasto con la Chiesa Inferiore nella quale la luce è notevolmente minore. La parte superiore è ricoperta di affreschi che narrano del Vecchio e Nuovo testamento, la cui attribuzione è ancora incerta dopo la tesi che voleva affidare la paternità a Giotto e a Cimabue. Le pareti inferiori sono invece opera di Giotto e della sua scuola.
Questo è il ciclo pittorico più importante ed interessante dell’iconografia francescana.
Fra i 28 meravigliosi affreschi di Giotto che narrano la vita di San Francesco nella Basilica di Assisi, ce n`è uno in cui si vede il Santo che appare ai suoi compagni su un carro di fuoco, una visione che i frati ebbero un giorno nella Chiesa di San Rufino, mentre San Francesco era intento a pregare.
Usciti dalla basilica e proseguendo per Via San Francesco, mentre vi gustate i caratteristici vicoli, le caratteristiche casette in pietra di Assisi e curiosate per i bellissimi negozietti di souvenir ed enogastronomici, raggiungerete la medievale Piazza del Comune attorno a cui spicca il Tempio di Minerva, risalente al I secolo a.C., un vero gioiello d’arte antica.
Per percorrere le orme del Santo, uscite dalla piazza e scendete subito a destra vi trovate davanti alla Chiesa Nuova, realizzata nel ‘600 sulla casa natale di S. Francesco.
Costeggiando la chiesa si arriva all’Oratorio di S. Francesco Piccolino, nel quale secondo la leggenda nacque il Santo.
Percorso Corso Mazzini vi trovate in Piazza S. Chiara, dominata dall’omonima Basilica. All’interno della Basilica di S. Chiara, potete ammirare i resti della Santa e il bellissimo crocifisso ligneo che, sempre secondo la leggenda, parlò a S. Francesco.

Non dimenticate di visitare la Cattedrale di S. Rufino, vescovo, martire e patrono di Assisi. L’interno della chiesa, cinquecentesco, custodisce una cisterna romana, la fonte battesimale al quale furono battezzati Francesco e Chiara, e la meravigliosa cripta della Basilica Ugoniana che risale al XII secolo.
Andate alla scoperta dei luoghi più umili legati a San Francesco, ovvero l’Eremo delle Carceri e La Porziuncola a S. Maria Degli Angeli.

Un’idea originale su cosa fare a Assisi è  il giro delle mura medioevali ed il varco delle relative porte che sono ben 7,  non dimenticate di scattare una foto da cartolina dalla Rocca Maggiore!
Per godere del migliore panorama di Assisi da cui avrete una vista stupenda sulla città intera e su parte della vallata.

 

Alla scoperta di SPELLO

Ecco una mini-guida per sapere cosa vedere a Spello, “Splendidissima Colonia Julia” ai tempi dei romani e oggi uno dei Borghi più Belli d’Italia. In un giorno.
Iniziamo la nostra visita dalla sua parte più bassa, ancora cinta dalle Mura Romane ben conservate, nelle quali si aprono tre porte: sulla Via Roma, la Porta Urbica e, sulla Piazza del Mercato la grandiosa Porta Consolare, del I sec. a. Cristo. La terza porta, chiamata Porta Venere, presenta due belle torri a base dodecagonale, le Torri di Properzio.
Nella nostra miniguida su cosa vedere a Spello non può mancare la Chiesa di Santa Maria Maggiore con la famosa Cappella Baglioni con il pavimento maiolicato di Deruta e gli affreschi del Pinturicchio che sono considerati la sua migliore produzione ed il suo autoritratto.
Vale una visita sicuramente la Casa romana, risalente al I secolo d. C.: già restaurata nel II secolo, fu riportata alla luce nel 1885 grazie agli scavi eseguiti sotto il Municipio. L’iscrizione presente sulle mura dell’edificio fa ritenere che lo stesso fosse di proprietà di Vespasia Polla (madre di Vespasiano): sono ancora ben visibili l’atrio con la pavimentazione originaria a mosaico a tessere bianche e nere, l’impluvium, decorato con un mosaico ad onda, le quattro stanze laterali all’atrio e il grande ambiente in cui si svolgevano le riunioni familiari, con il triclinio sul lato destro e il peristilio a sinistra.
Il nostro tour prosegue con la chiesa di S. Andrea, edificata nel 1258 e sede di una comunità di Frati minori fondata da Andrea Caccioli, seguace di San Francesco e la chiesa di S. Lorenzo che presenta una facciata veramente suggestiva, con loggia del XII secolo, rosoni del XVI ed elementi decorativi del VIII.
Se siete amanti della storia e dell’arte sicuramente una visita al Museo Civico e alla Pinacoteca di Spello. Il Museo è allestito nel Palazzo dei Canonici (XVI sec.), e conserva importanti opere d’arte comprese tra il XIII e XVIII sec., tra cui la Madonna in trono con il Bambino, scultura lignea policroma del XIII-XVI sec., il grande trittico del Maestro dell’Assunta di Amelia, Madonna con Bambino e Santi di Marcantonio Grecchi, il dittico di Cola Petruccioli del 1391 e la croce astile di Paolo Vanni del 1398, la tavola del Cristo Crocifisso di Niccolò Alunno e Pietro di Mazzaforte. Inoltre oreficerie, tessuti e oggetti sacri e l’urna di San Felice del XVIII sec.
Notevole è anche Villa Costanzi, meglio conosciuta come Villa Fidelia: creata sulle rovine di un santuario romano, presenta una struttura a terrazzamenti e fu voluta dalla famiglia Urbani nel Cinquecento. Oltre ad ospitare ogni anno eventi culturali e concerti di qualità racchiude al suo interno uno splendido parco con alberi secolari e un palazzo settecentesco in cui è allestita una mostra dedicata ad artisti contemporanei come Tamburi, Guttuso, Mangù e Ligabue ed un’ altra dedicata ad artisti classici come Tiziano, Carracci e Fattori.
Non perdetevi l’evento più rappresentativo di Spello, l’Infiorata del Corpus Domini che si tiene tra Maggio e Giugno. Ogni anno le strade del borgo medioevale si trasformano in un meraviglioso, spettacolare, immenso tappeto di fiori che supera 1,5 km. Le vie del centro vengono decorate da quadri di arte sacra composti con petali di fiori, un evento unico per il turismo religioso che ha trasformato Spello nella “capitale dei fiori” e inoltre vi consigliamo anche di vivere “la notte dei Fiori”, ammirando la preparazione e il lavoro frenetico e spettacolare degli infioratori, oltre ad assistere ai numerosi spettacoli di musica e visitare le mostre mercato.

 

Alla scoperta di PERUGIA

Armatevi di scarpe basse perchè a Perugia si cammina, ed è in cima a una delle molte salite che conquisterete il cuore della città, Piazza IV Novembre, dove non potrete non rimanere a bocca aperta ammirando la celebre Fontana Maggiore. Nella nostra top ten su cosa vedere a Perugia la Fontana merita sicuramente al primo posto. Simbolo della città, venne costruita tra il 1275 e il 1278 da Nicola e Giovanni Pisano su una gradinata circolare, costituita da due vasche di pietra rosa e bianca sormontate da una conca di bronzo da cui spuntano tre ninfe che sorreggono un’anfora. La vasca superiore poggia su delle colonnine dalle quali si elevano statue raffiguranti personaggi correlati alla fondazione mitica della città; le cinquanta formelle che decorano la vasca inferiore raffigurano il calendario dei lavori agricoli, alcuni episodi biblici, storici e mitologici, i due simboli della città (il grifo), del partito guelfo (il leone) e dell’impero (l’aquila), le sette arti liberali e la filosofia. Divertitevi a trovare nelle formelle le due scene tratte dalle favole di Esopo (gru e lupo e lupo e agnello).
Piazza IV Novembre è ammantata dalla Cattedrale di San Lorenzo e dall’imponente Palazzo dei Priori , dove ha sede dal 1878 la Galleria Nazionale dell’Umbria. Costruita nel 1345, la Cattedrale di San Lorenzo è dedicata a uno dei patroni della città. Il lato della chiesa che si affaccia sulla piazza è in realtà la fiancata laterale, decorata soltanto nel lato inferiore da una trama geometrica di rombi di marmo rosa e bianco, mentre l’ingresso si trova in Piazza Danti. Nel chiostro ha sede il Museo Capitolare.
Il pulpito del duomo è detto di San Bernardino, poiché fu proprio uno dei pulpiti delle prediche del Santo senese. L’influenza del Santo sulla città coincise con la stesura degli Statuta Bernardiniana di cui si dotò Perugia. Ovvero delle leggi comunali moralizzatrici, che vietavano i giochi e le balere.
Da non perdere lo splendido Palazzo dei Priori, edificato in stile gotico tra il 1293 ed il 1443, uno dei migliori esempi di palazzo pubblico dell’età comunale. Vi si accede da Piazza IV Novembre, attraverso un portale duecentesco ornato dalle statue del grifo e del leone. L’interno conserva ambienti di notevole interesse come la sala dei Notari, costituita da otto archi a tutto sesto aventi diverse pitture che narrano leggende, storie bibliche e massime.Agli ultimi piani ha sede la Galleria Nazionale dell’Umbria, il cui ricco patrimonio artistico è organizzato secondo un percorso cronologico: al terzo piano sono raccolte le opere che vanno dal XIII al XV secolo, al secondo piano quelle dal XVI al XIX secolo. Fra tutte, spiccano i capolavori di Duccio di Buoninsegna, Piero della Francesca, Beato Angelico, il Pinturicchio e il Perugino, maestro di Raffaello.
Pietro Vannucci, detto il Perugino e il Pinturicchio hanno lasciato un loro autoritratto affrescato presso le sale del Collegio del Cambio, dentro Palazzo dei Priori, mimetizzandosi fra i banchieri raffigurati.
Da Piazza IV Novembre parte Corso Vannucci, che con i suoi negozi e i suoi storici locali rappresenta il centro della vita sociale perugina.
Il celebre Bacio Perugina ha ottenuto il suo successo quando ne cambiarono il nome originale (che era cazzotto!) e si incominciarono a diffondere le belle confezioni dedicate agli innamorati ed ispirate al dipinto “il bacio” di Francesco Hayez.
Potete godetevi i locali e i negozi di Corso Vannucci e arrivati alla fine avventuratevi a visitare la Rocca Paolina, una vera e propria fortezza che venne fatta erigere da Papa Paolo III dopo il sacco di Roma. La sua costruzione rese necessaria la distruzione di più di cento case ma anche di monasteri e chiese. E’ stata il simbolo dell’autorità e del potere del Papa fino al 1860, anno dell’annessione al Regno d’Italia.
Vicino alla Fontana Maggiore, in Piazza Danti, non perdetevi il Pozzo Etrusco, incredibile opera idraulica costruita ben 300 anni prima della nascita di Cristo e perfettamente integra che scende sottoterra per 37 metri di profondità.

 

Alla scoperta di GUBBIO

Una piccola giuda per partire alla scoperta di Gubbio, la città dei “matti”, senza farti trovare impreparato.
Cominciamo il nostro tour eugubino dal Duomo, chiesa maggiore di Gubbio e tesoro d’arte.
Entrate al suo interno per ammirare le opere dei maggiori artisti eugubini del Cinquecento e i due organi della stessa epoca ivi custoditi.
La scenografica e panoramica Piazza Grande ospita anche Palazzo dei Consoli, simbolo della città, realizzato in stile gotico a testimoniare l’importanza di Gubbio in epoca medievale. Al suo interno ospita il museo comunale, il “campanone” e le sette “Tavole Eugubine”, il più importante documento per la storia dei popoli italici, datate fra il III e il II secolo a.C.
Di fronte al Duomo sorge il Palazzo Ducale, eretto nel secondo Quattrocento per volontà del Duca Federico di Montefeltro, di cui si può ammirare lo studiolo (copia fedele dell’originale esposto al Metropolitan Museum di New York) oltre a uno splendido cortile interno composto da una serie di archi a tutto sesto sorretti da colonne e capitelli decorati.
Degna di nota la Casa di S. Ubaldo, antica casa torre dove abitava il Santo patrono di Gubbio che risale a un periodo compreso fra il Due e Trecento, come testimoniano alcune tracce di decorazioni murali originali contenute all’interno.
Nella Casa di S. Ubaldo, una volta ogni 25 anni, avviene il resturo dei ”ceri”, protagonisti indiscussi dell’attesissima Corsa dei Ceri
Fuori dalle mura antiche vi troverete faccia a faccia con il Teatro Romano, risalente aI I secolo a.C. e restaurato fra l’Otto e il Novecento che tuttora durante la stagione estiva è il palcoscenico per spettacoli classici.
Non lasciate la “città dei matti” senza aver fatto un giro al Parco Ranghiasci, area verde che si arrampica lungo le vecchie mura partendo da una delle antiche porte della città e che offre una delle migliori viste su Gubbio.
A Gubbio potete aggiudicarvi la “patente dei matti”. Come? Raggiungete Largo Bargello dove troverete una piccola fontana attorno alla quale dovrete girare tre volte per guadagnarvi la patente di matti (e la cittadinanza eugubina)!
Se non soffrite di vertigini vale la pena di salire sulla cima del Monte Ingino (908 s.l.m.) con la funivia per ammirare la Basilica di Sant’Ubaldo che ospita le spoglie del santo e i famosi ceri.
Obbligatorie una visita a una delle antiche botteghe di fabbri che si troverete in giro per il paese, dove ancora oggi si lavorano a mano materiali incandescenti battendoli sull’incudine.

 

Alla scoperta di NORCIA e CASTELLUCCIO

La città natale di San Benedetto, patria del Tartufo Nero e dell’arte norcina ti catturerà in uno spettacolo unico e indimenticabile di colori, profumi e sapori!
Sorta a ridosso dei Monti Sibillini e considerata il centro più suggestivo della Valnerina, Norcia offre splendidi scenari di natura incontaminata! Soprattutto durante il periodo della Fioritura, quando l’altopiano di Castelluccio mostra il suo spettacolo naturale migliore, molti visitatori giungono a Norcia per ammirare il tappeto di colori e profumi che si stende di fronte ai loro occhi! Altri profumi che non dimenticherete sono quelli gastronomia, dal tartufo alla norcineria!
Giunti nella piazza principale potrete visitare la Chiesa di San Benedetto, sorta sopra la casa natale del santo. La tipica facciata a capanna con il grande rosone centrale con i simboli dei quattro evangelisti sovrasta il portale abbellito da fasci di colonne e dal gruppo scultoreo rappresentante la Madonna con il Bambino tra due angeli con ai lati le statue dei santi Benedetto e Scolastica. Marmi policromi intarsiati, spezzano il biancore della facciata. Edificata su base di croce latina e navata unica, la chiesa originaria del 1200 si divide su due piani: quello inferiore della cripta dove è possibile osservare i resti delle mura romane, e quello superiore della chiesa principale. Uscendo dalla porta principale e volgendo a sinistra, sotto un portico del 1500 si allineano le antiche “Misure” (XIV sec.), grossi recipienti di pietra, usate durante i mercati come unità di misura per le merci.
Rimanendo nella piazza potrete ammirare il Palazzo Comunale del XIII secolo con Loggia, Scalinata e Torre Campanaria. All’interno sono da visitare la Sala del Consiglio Maggiore, la Sala Sertoriana o dei Quaranta conservatori della pace e la Cappella dei Priori, di struttura settecentesca, dove si conserva il prezioso reliquario di San Benedetto, uno degli ultimi in stile gotico.  Residenza fortificata sede dei governatori apostolici, la Castellina, fu edificata per volontà del Pontefice Giulio III per garantire allo Stato della Chiesa un maggiore controllo sul Comune di Norcia. Restaurata nel XVIII in seguito a numerosi terremoti, divenne sede degli uffici pubblici del Comune, per poi essere destinata all’allestimento del Museo Civico e Diocesano.
Di origini molto antiche anche il Duomo di Santa Maria Argentea. Costruito tra il 1556-1570 in stile rinascimentale con grandi arconi in pietra e cappelle gentilizie. L’interno conserva numerose opere d’arte, tra cui l’affresco in cui sono ritratti i Santi Benedetto e Scolastica con al centro la Madonna ed il Bambino, e il Crocifisso. L’affresco del XVI secolo raffigurante san Nicola da Tolentino con una colomba sulla spalla, la Madonna col Bambino benedicente al centro e S. Agostino domina il portale della Chiesa di Sant’Agostino, molto simile a quello di San Benedetto. Altro esempio di arte gotica, attuale sede dell’auditorium, della biblioteca comunale e dell’archivio storico, è il Complesso Monumentale di San Francesco. Tra gli affreschi interni del XV e XVI secolo è possibile apprezzare la maestosa pala con l’Incoronazione della Vergine eseguita da Jacopo Siculo (1541).
Così come la valle è racchiusa dai Monti sibillini, anche la cittadina di Norcia è raccolta al’interno delle mura di cinta completamente intatte. Nel tratto più depresso, dell’altopiano, per un’estensione di circa 70 ettari, si trovano una serie di prati, conosciuti con il nome di Marcite, sistemi di irrigazione creati dai monaci benedettini tra il ‘400 e il ‘500  che consentivano di allagare ampie zone di terreno in maniera continuativa e controllata per lunghi periodi dell’anno, consentendo la raccolta di un fieno abbondante.
Dopo aver visitato le chiese e gli edifici storici, vi suggeriamo una rilassante passeggiata nella natura in direzione di Castelluccio di Norcia, un piccolo borgo sferzato dal vento, sorto su una collina nel cuore dei Monti Sibillini. Molteplici le alternative offerte ai turisti più avventurosi e sportivi: trekking, equitazione, escursionismo, rafting, canoa, mountain bike.. Riconosciuta come sede internazionale di ritiro estivo per le società sportive più prestigiose,  la zona montana di Forca Canapine ad una altezza di 1542 metri, è luogo ideale per lo sci alpino e sede della migliore scuola di volo libero d’Europa. A inizio estate, solitamente tra la seconda metà di giugno e i primi di luglio, è possibile ammirare la famosa fioritura della Piana, spettacolo naturale che ogni anno attira centinaia di turisti da tutto il mondo.
Di prodotti tipici e genuini da assaggiare a Norcia ce ne sono per tutti i gusti! Iniziando con i prelibati piatti cucinati con pregiato Tartufo Nero e proseguendo con formaggi di pecora, farro, zafferano, lenticchie di Castelluccio e funghi, in particolare i porcini. Nei boschi è inoltre possibile raccogliere una grande quantità di frutti di bosco.
Qui nasce l’arte del norcino, una vera specializzazione nella lavorazione delle carni di maiale. Nelle numerosissime norcinerie potrete assaggiare e acquistare il prosciutto di Norcia IGP e i saporiti salumi.
Per gli amanti del pesce suggeriamo di provare le trote del Nera e i gamberi di fiume. E per finire la birra prodotta dai frati benedettini!

 

Alla scoperta di CASCIA

A pochi chilometri da Norcia, situata nella zona più montuosa dell’Umbria nasce Cascia, deve la sua importanza al santuario eretto in nome di Santa Rita, uno dei più importanti centri spirituali della regione e celebre meta di pellegrinaggio.. ma anche alla sua rinomata accoglienza e alla buona tavola!
Fondata in epoca romana, Cascia visse il maggior splendore nel Medioevo, prima sotto la dominazione delle signoria folignate, successivamente sotto il dominio di Federico II di Svevia, in seguito contesa, senza successo, dalle vicine città di Norcia, Leonessa e Spoleto. Solo alle soglie del 1500, si arrese allo Stato Pontificio sotto il cui dominio rimase per meno di 30 anni, da allora mantenne sempre la propria indipendenza. Nel parlare di Cascia non si può non citare Santa Rita; la suora, beatificata nel 1900, visse tra il 1381 e il 1457. Oggi la Santa, conosciuta come dispensatrice di grazie, è venerata in tutto il mondo e moltissima gente si reca ogni anno in pellegrinaggio durante le celebrazioni ritiane al Santuario a lei consacrato.
Principali attrattive della cittadina sono la Basilica Santuario e il Monastero di Santa Rita, veri e propri centri religiosi di fama mondiale offrendo a tutti i visitatori una significativa occasione di riflessione e di preghiera. Nata in sostituzione della precedente e ricostruita nel 1557, la basilica è una costruzione moderna, edificata nell’arco di nove anni, dal 1938 al 1947. Ai lati del portale sono due pilastri divisi in dieci riquadri scolpiti con rilievi che si riferiscono agli episodi salienti della vita della santa, con iscrizioni in volgare, tratte dalla cassa lignea quattrocentesca nata per accogliere la prima sepoltura di santa Rita. In questo luogo vivono ancora le consorelle di Rita, le monache agostiniane di clausura. Nella cappella al suo interno si trova il sarcofago dove le monache depositarono il corpo di Rita subito dopo la sua morte. Del XIII secolo il monastero dove dimorò la santa come suora di clausura negli ultimi quaranta anni della sua vita.
Le principali opere architettoniche che possiamo apprezzare visitando la città appartengono al periodo medievale, come la chiesa gotica di San Francesco, che colpisce per la bellezza del rosone e del suo portone ogivale, e quella di Sant’Agostino, al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi di scuola umbra e perugina; la chiesa di S.Antonio Abate, originaria del 1400 ma ristrutturata e modificata in epoca barocca, che all’interno presenta un ciclo di tele sulla storia del Santo. Costruita in epoca longobarda, la collegiata di Santa Maria è probabilmente l’edificio più antico della città, anche se, a causa dei danni riportati nei terremoti che hanno caratterizzato la storia geologica di queste terre, è stato notevolmente modificato. Al suo interno possono essere ammirate notevoli opere d’arte come il Crocifisso ligneo del 1400. Infine, Palazzo Carli, che con il suo interno è forse l’esempio più rappresentativo dell’architettura civile della città e Palazzo Santi, sede del Museo, dove l’informazione si arricchisce delle suggestioni che possono offrire i reperti archeologici o le raffinate forme della scultura lignea dei secoli XIV e XV di cui il museo conserva straordinarie testimonianze.
Se vi siete appassionati alla storia di Santa Rita e al suo santuario, dirigetevi verso il borgo montano di Roccaporena, paese natale della santa, che custodisce i ricordi della sua vita da giovane, da sposa, da madre e, dopo il crudele assassinio del marito, da vedova. Potrete vedere la sua casa, diventata attualmente una cappella, lo scoglio della preghiera sul quale meditava, il roseto e l’orto del miracolo, dove durante un gelido inverno del 1457, pochi giorni prima della sua morte, sbocciò una rosa e maturò un fico.

 

Alla scoperta di TODI

Nota come “la città più vivibile del mondo”, Todi è una città medievale di una bellezza ed eleganza unica che sorge in cima ad una collina a dominare l’incantevole valle del Tevere.

Situata a pochi chilometri da Perugia e Orvieto, la cittadina è circoscritta tra tre cerchia di mura (etrusche, romane e medievali) che racchiudono innumerevoli tesori.  Tra le cose da vedere a Todi, una delle vedute più belle è sicuramente quella di Piazza del Popolo, cuore pulsante della cittadina  su cui si affacciano alcuni degli edifici più importanti del centro storico che si contrappongono, con un effetto suggestivo, al complesso religioso.
Qui potrete ammirare il complesso del Palazzo Comunale, nato dall’unione del Palazzo del Popolo in cui sono ospitati il Museo lapidario, la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco Romano, il duecentesco Palazzo del Capitano e il Palazzo dei Priori, forse il più bello dei tre e che fu terminato nel XIV secolo.
Il Duomo, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica; salendo le scale, dall’alto della gradinata, potrete scattare fantastiche foto dell’intera Piazza.
Poco distante, a circa 20 metri dalla piazza si trova la Chiesa di san Fortunato, dedicata al santo patrono della città ed edificata nel XIII secolo, che conserva nella cripta la tomba del poeta umanista Jacopone da Todi e presenta un bellissimo affresco di Masolino da Panicale;
Il frate poeta autore delle Laude divenne frate a 48 anni passando  da una vita libertina ad una condizione di totale penitenza, per essere poi scomunicato e incarcerato a 67 anni, per essersi opposto all’elezione di papa Bonifacio VIII. A distanza di secoli continua a essere una figura discussa e scomoda a tal punto che sulla sua lapide fu volutamente anticipata di dieci anni la data della sua morte, così da stendere un velo sul periodo della sua scomunica.
Nei nostri suggerimenti su cosa vedere a Todi non può mancare il Tempio della Consolazione, eseguito nel XVI secolo su disegno di Bramante che presenta una struttura a pianta centrale sormontata da una bella cupola e che ospita sul suo altare un’ antica immagine della Madonna, la quale, secondo la tradizione, era miracolosa.
Per sperimentare davvero la bellezza di Todi vi suggeriamo una visita ai suoi tesori sotterranei, le Cisterne. Costruite dai Romani, sono situate proprio sotto Piazza del Popolo e venivano utilizzate per raccogliere l’acqua piovana.
Un altro suggerimento su cosa fare a Todi: un tuffo nel Medioevo! Attraversate i tre borghi medioevali di Ulpiano, Nuovo e di Porta Fratta e la zona della Valle inferiore detta dei Pontigli; all’interno degli angusti vicoli si aprono frequentemente le porte a tutto sesto delle antiche botteghe artigiane, facenti capo, in epoca medioevale, alle ventitré corporazioni di arti e mestieri che dominavano l’intera vita economica cittadina; erano spesso le stesse corporazioni, oltre agli ordini monastici, a commissionare la costruzione delle numerose piccole chiese e degli oratori di cui sono ancora visibili le tracce.
Adiacente a Piazza del Popolo, Piazza Garibaldi offre una vista mozzafiato della campagna sottostante e per un’altro bel panorama vi suggeriamo di salire sul suo punto più alto, il campanile di San Fortunato, da cui è possibile intravedere persino Perugia.
A Todi si trova la casa dipinta di Patrick Ireland (alias Brian O’Doherty) e di Barbara Novack, una vera e propria opera d’arte contemporanea che nasconde profondi significati simbolici. La chiave per sciogliere l’enigma è l’OGHAM, una lingua estinta da oltre 1200 anni, con cui gli antichi Irlandesi tradussero l’alfabeto romano in linee. Così, quelli che apparentemente sembrano rigorismi geometrici fini a se stessi si rivelano essere delle lettere. E le sorprese continuano quando si scopre che dietro ad una simile scelta, come a quella del nome d’arte Patrick Ireland, c’è il Bloody Sunday del 1972, e la volontà di ricordare le vittime innocenti di quella domenica sanguinosa.

 

Alla scoperta di ORVIETO

Orvieto a 360°, una delle città più antiche di Italia, deve le sue origini alla civiltà etrusca: i primi insediamenti risalgono al IX° secolo a.C. e si localizzarono all’interno delle grotte tufaceericavate nel massiccio su cui sorge attualmente la cittadina umbra.
Impossibile non iniziare il nostro tour orvietano dallo splendido Duomo, un variopinto esempio di architettura romanico-gotica, ricchissimo di opere d’arte, che custodisce al suo interno il Sacro Corporale. Iniziato nel 1290, fu poi continuato da Lorenzo Maitani, al quale si deve in particolare la mirabile facciata con i suoi eccezionali bassorilievi; l’elegante fronte, largo 40 metri ed alto 52 m, è impreziosito da mosaici e dal rosone di Andrea Orcagna. L’interno del Duomo è ornato di importanti opere, tra le quali i celebri affreschi di Luca Signorelli e il Reliquiario del Corporale.
Gli affreschi della Cappella Nuova (eseguiti dal 1499 al 1504 da Luca Signorelli, che vi raffigurò Paradiso e Inferno, eletti e reprobi, scene con profeti, angeli e santi) vi lasceranno sicuramente senza fiato per la loro bellezza e la luminosità dei loro colori.
Nella cappella posta sul lato opposto della chiesa, si trova il Reliquiario del Corporale, un celebre capolavoro d’oreficeria eseguito nel 1337-1338 dal senese Ugolino di Vieri, che custodisce il Corporale che nel 1263 si macchiò di sangue allorché un prete boemo, celebrando la Messa senza fede, spezzò l’ostia consacrata, da cui fuoriuscì il sangue.
Nella parte posteriore del Duomo si trovano i Palazzi dei Papi, austeri edifici duecenteschi intitolati a Urbano IV, Martino IV, Bonifacio VIII. In quest’ultimo, detto anche Palazzo Soliano, si trova il Museo dell’Opera del Duomo.
Dopo aver ammirato queste meraviglie potete immergervi nell’atmosfera senza tempo della Città Sotterranea che fu interamente ricavata dalle cavità scavate dagli abitanti nel corso dei secoli, ricca di pozzi e grotte; il più famoso è probabilmente il Pozzo di San Patrizio, accanto ai giardini comunali che si trovano all’interno della Fortezza dell’Albornoz.
Il pozzo, straordinaria opera di ingegneria civile del Cinquecento, fu scavato per volere di Clemente VII, rifugiatosi ad Orvieto durante il sacco di Roma nel 1527. La sua realizzazione, voluta per motivi di sopravvivenza in caso di assedio o calamità naturali, fu affidata ad Antonio da Sangallo, coadiuvato da Giovanni Battista da Cortona. Le sue dimensioni sono impressionanti: profondo 62 metri, ha un diametro di 13,5 metri. Tutt’attorno si snodano due scale a chiocciola elicoidali che non si incontrano mai; le due scalinate, composte da 248 gradini ognuna, ricevono luce da 72 finestre creando un’atmosfera surreale.

 

Altri itenerari consigliati…

La nostra struttura è situata in ottima posizione, siamo al centro dell’ intera Umbria ed equidistante da tutti gli altri caratteristici borghi, oltre a quelli sopracitati potete visitare:

Spoleto, Trevi e le Fonti del Clitunno, Terni e la cascata delle Marmore, Lago Trasimeno e il tour guidato alle isole.